Dave Grohl e Josh Homme pressappoco hanno la stessa età (del 69 il primo e del 73 il secondo) e rappresentano due tipologie diverse di rock americano: quella del Grunge per Grohl, batterista del gruppo simbolo di quel movimento (i Nirvana, per i cinque che non lo sanno) e quella tipicamente Stoner per Homme, chitarrista della formazione leggendaria dei Kyuss. In comune hanno la brillante capacità di non adagiarsi e continuare a sperimentare, cambiando faccia e direzione spesso e, soprattutto, una grandissima ammirazione per una delle band più influenti della storia del rock: i Led Zeppelin. continua...
Mi rivolgo a chi ha superato i 40 (facciamo anche 45): è inutile negarlo, ché mi ricordo di voi nel 1980! Eravate tutti d'accordo, come lo ero io, sul fatto che il primo album di Spandau Ballet fosse straordinario. Poi quando hanno cominciato a chiamarli spandauballè e a diventare l'idolo delle vostre sorelline, avete preso le distanze. Da loro e dai Duran Duran. Però vi piacevano anche quelli. E gridavate al miracolo, ai Roxy Music! E so anche che avete continuato ad amare (magari segretamente) pezzi come Muscle Bound, Communication e To Cut a Long Story Short e che ancora oggi quando le risentite vi viene un brivido di piacere. Non vergognatevi. continua...
Non so se dipenda dal nome del gruppo ma Il Teatro degli Orrori sta facendo discutere moltissimo a causa di un pezzo del nuovo album (l’ottimo A Sangue Freddo) che si intitola Padre Nostro. La celebre omonima preghiera viene usata come riferimento per imbastire un concetto molto aspro e dichiaratamente politico di denuncia ad una società (la nostra) e ad un Paese (il nostro) alla deriva. In realtà, A Sangue Freddo si sviluppa come una tragedia vera e propria e mette in scena l’opera e il ricordo di Ken Saro Wiwa (autore attivista nigeriano assassinato nel 1995 dal regime militare). continua...
Già membro dei Thundertrack, il francese Jeremie Malisz, in arte King Automatic, non ha perso l’occasione per mettere in scena un’attività da solista e dare sfogo al più estremo indie-fuzz che la vostra immaginazione sia mai arrivata a concepire. Il suo nuovo album, In a Blue Corner, è una miscela libera ed esplosiva di garage, rhythm&blues, brit-beat e organi impazziti tale da rendere difficile accettare che si tratti di una one-man-band. Chi l’ha visto in concerto lo descrive come un’esperienza folgorante, intensa e divertente e ascoltando questo disco non si fatica a crederlo. continua...
Oh, dunque, mi ci sono messo d’impegno e mi sono ascoltato le versioni remasterizzate dell’intero catalogo The Beatles. Ci ho messo un po’ ma ora posso darvi la mia opinione. Dopo quattro anni di lavoro e defezioni storiche di vario genere (le dimissioni di Mal Evans e il rifiuto di George Martin di prendere parte all’operazione) i celebri remasters sono a disposizione di tutti e dal 9 settembre scorso, come tutti sapete, è possibile acquistare (anche in Rete) l’intera discografia dei fab4 in versione completamente rimasterizzata. In buona sostanza il lavoro svolto è stato quello di rimettere a girare i nastri originali con le sessions della più famosa boy band di sempre e trasportali su ProTools in modo da poter agire con strumenti all’avanguardia nella ristrutturazione dei suoni originali. continua...
Artista: Not Moving Etichetta: Spittle / Goodfellas Anno: 1986
Dunque, quella che vedete qui in fianco non è la copertina con la quale uscì quest’album nel 1986. Però è quella che la band avrebbe voluto e che venne (non chiedetemi perché) scartata dall’etichetta. Questo per dire che anche nel magico mondo della musica indipendente, tocca scendere a qualche compromesso. Poco male se sono di questa entità. A me, devo dire, anche la copertina originale piaceva parecchio però oggi, quando Goodfellas si prende l’incarico di rimettere in circolazione il primo storico album dei Not Moving, la band ha imposto che fosse finalmente riesumata la copertina “vera”. continua...
Oh, dunque, The Strokes si sono sciolti. Beh, sebbene la band non abbia mai rilasciato dichiarazioni ufficiali in questo senso, direi che l’album solista di Julian Casablancas mette una pulce nell’orecchio molto di più di quanto non sia riuscito a fare Hammond Jr. coi suoi due album. Sì perché c’è poco da fare, per quanto il buon Albert abbia contribuito molto più di quanto si creda, The Strokes si identificano molto di più con Casablancas. Vuoi perché la maggior parte delle canzoni della band è opera sua e vuoi soprattutto per la caratteristica vocalità di cui è proprietario. continua...
Il compito più difficile, quest’anno, non è quello di compilare la solita classifica di fine anno. Chiudendosi anche il primo decennio degli anni zero, diventa inevitabile provare a compilare anche una classifica dei migliori dischi usciti a partire dal 2000. La mia l’ho già fatta (poi in caso arrivasse in extremis un disco migliore di quelli qui sotto elencati… non avrò problemi a rivederla)… Prima che vi lanciate in anatemi e discussioni, vi avviso che il criterio che ho usato è del tutto scomposto. Per fare un esempio, ho sempre pensato che The Crying Light fosse molto più bello di I’m A Bird Now e lo penso ancora. Ma il secondo album di Antony rimane comunque quello più importante… Invece per Arctic Monkeys (vere e proprie star del decennio) ho fatto il ragionamento contrario ed ho scelto di mettere in classifica il loro disco più recente. Per quanto riconosca l’importanza dei precedenti due capitoli, non posso negare che Humbug abbia sostato nel mio giradischi per molto più tempo di quanto abbiano fatto gli altri due.Quindi, quando notate bizzarrie analoghe, non fatevi domande: nessuna regola univoca è stata applicata in favore dell’anarchia emotiva che un’operazione come questa impone.
TO20 decennio 2000 – 2009
1)MISERY IS A BUTTERFLY (BLONDE REDHEAD) - 2004 2)I’M A BIRD NOW (ANTONY & THE JOHNSONS) - 2005 3)THE AGE OF UNDERSTATEMENT (LAST SHADOW PUPPETS) – 2008 4)HOT RAIL (CALEXICO) – 2000 5)SNOW BORNE SORROW (NINE HORSES) – 2005 6)LCD SOUNDSYSTEM(LCD SOUNDSYSTEM) – 2005 7)THE GIFT (JOHN ZORN) – 2001 8)L’ANNIVERSAIRE (ENRICO TERRAGNOLI ORCH. VERTICAL) – 2006 9)UNSOLVED (KARATE) – 2000 10) STORIES FROM THE CITIES... (PJ HARVEY) – 2001 per le altre dieci clicca su continua...
Cult band di raro prestigio, Built to Spillmettono ufficialmente a tacere le strane voci sul loro scioglimento propagatesi con una bizzarra insistenza. In realtà il moniker appartiene a Dough Martsch e c’è da supporre che fintanto che produrrà musica, continueranno ad esistere anche i Built To Spill. Se There is no Enemy da un lato esibisce il collaudato mondo musicale della band, dall’altro tradisce uno generale bisogno di smussare certi spigoli giovanili(sti) per un universo più adulto e maturo. continua...
Sì, insomma, direi che non posso proprio lamentarmi. Appena CHyberNation è uscita, è apparsa in rete la prima positiva recensione (la potete leggere QUI). Ma c'è di bello che sempre venerdì, anche Federico Bernocchi e Costantino Della Gherardesca, su Dispenser di Radio2 Rai, hanno dedicato un piccolo spazio all'iniziativa, proponendo anche l'ascolto della Many Kisses di Theo Teardo e Miss Xox, aka XX Century Zorro. QUI la pagina della puntata di venerdì dove a breve sarà possibile scaricare il podcast. Beh... speriamo sia vero che...il buongiorno si vede dal mattino! :)
Se non sapete chi siano i Girls, siete definitivamente da ospizio. Se non avete gridato ai quattro venti che il loro Album è davvero la cosa più brillante degli ultimi anni, probabilmente siete già con un piede nella fossa. Se però fate parte di una delle due suddette categorie (meglio se di entrambe) potete godere di tutto il mo rispetto che, a ben guardare, non è poco. Christopher Owens e Chet White, che nonostante il nome della band sono maschietti, hanno fatto quello che milioni di altri loro coetanei in giro per il mondo fanno: hanno preso una chitarra, hanno messo in croce quattro note ed hanno trovato uno sprovveduto, probabilmente miliardario, che ha deciso di investire sufficiente denaro da far diventare un culto la loro band senza alcun merito. continua...
CHyberNation, è il tributo che 23 artisti internazionali hanno dedicato ai KRISMA. La formazione dei Krisma (già Chrisma), nasce nel 1976 per volere di Maurizio Arcieri, ex componente del gruppo beat NEW DADA e autore di alcuni 45 giri pop incisi da solista. Nel 1976, dopo aver cominciato a collaborate artisticamente con la moglie Christina Moser, propone alla PolyGram di convertire il suo contratto da "Maurizio" a "Chrisma". L’esordio del duo si concretizza con due 45 giri (Amore e U) che si configurano nell’allora fremente filone del sexy sound. Con questi due 45 giri i Chrisma iniziano la collaborazione con Nico Papathanassiou (fratello di Vangelis), che porterà alla realizzazione dell’album Chinese Restaurant, registrato a Londra nella nascente atmosfera Punk di quegli anni. continua...
A tre mesi dal 09.09.09, cioè la data ufficiale del debutto digitale e rimasterizzato del catalogo completo di The Beatles, La Apple Corps Ltd. con EMI Music ne pubblicherà un’edizione modernissima in formato USB. Si tratta di una normale unità USB, alloggiata in un gadget dalla classica forma di mela, nella quale sono contenuti tutti i tredici album dei Fab-4 (più ovviamente i Past Masters) assieme ai famosi 13 mini-documentari, uno per ogni album ufficiale, ed una serie di elementi visivi davvero interessanti: ci sono le repliche delle copertine fronte/retro ad alta definizione, foto rare e note di copertina complete e anche di più. Il tutto supportato da un’interfaccia flash progettata appositamente per questo prodotto. continua...
Paul Webb è stato uno dei bassisti più influenti della musica inglese. Soprattutto negli anni ottanta ma la sua diteggiatura e la sua morbidezza melodica l’hanno spesso messo in cima alle liste degli ispiratori di molti musicisti. Forse il suo nome così da solo non vi dirà molto, ma se vi dico che è stato il bassista dei Talk Talk, probabilmente vi mettete subito a canticchiare una delle sue linee di basso.
Webb ora fa il produttore, centellinando le sue apparizioni in prima persona in rarissime occasioni, e la sua ultima firma l’ha messa in calce al nuovo album di un gruppo belga chiamato Dez Mona (si tranquillizzino i veneti, ché quella cosa là non c'entra nulla!). continua...
Volete la prova che gli anni zero sono stati anche peggio degli anni ottanta? Ve ne do due: 1) uno dei pezzi che nel futuro remoto rappresenterà il primo decennio di questo secolo sarà senza dubbio Poker Face di Lady Gaga. 2) una band di ragazzini, di quelli che sicuramente nel vostro palazzo ce ne sono di uguali-idntici, s'è guadagnato un contratto col marchio RCA (appoggiato dalla Major più major che c'è) SOLO per aver fatto del suddetto pezzo una cover in stile pop-rock. continua...
A guardarlo oggi dopo vent’anni, tocca riconoscere che il 1989 fu musicalmente un anno straordinario. Nell’estrema coda degli orridi anni ottanta uscirono dischi che facevano ben sperare nel decennio entrante. The Stone Roses, Puta’s Fever dei Mano Negra, Doolittle dei Pixies, Mother’s Milk dei Red Hot Chili Peppers, Oranges & Lemons di XTC e, per noi in Italia, il primo indimenticabile album di Elio e Le Storie Tese. E gli Elii, che contrariamente ad alcune band sopra menzionate sono ancora vivi, vegeti e attivi, hanno deciso di festeggiare questo anniversario realizzando una sontuosa versione orchestrale del loro esordio discografico, Elio Samaga Hukupan Kariyana Turu (in lingua Tamil: Sborriamo e Scoreggiamo con Elio in Allegria). continua...
Rispetto al deludente Eva Contro Eva, il nuovo Elettra rappresenta un piccolo miracolo anche se, dopo tre anni, sarebbe stato legittimo aspettarsi un po’ di più. Per carità, il disco è ben fatto ma lo sforzo sembra davvero ridotto al minimo. Carmen Consoli sembra mettere in mostra le sue doti come se si trattasse di un saggio della sua composizione e a sua parziale discolpa ci sono alcuni drammi personali che l’hanno probabilmente spinta ad allontanarsi per un po’ dal lavoro per dedicarsi a cose più importanti. continua...
Ecco un po’ di dischi di recente uscita che a me non sono piaciuti. Talmente da non farmi venire nemmeno la voglia di scrivere un'appagante stroncatura. Però, siccome si tratta generalmente di personaggi/band di culto, ve li segnalo e per due motivi:
1)potete andare in giro a dire quanto cretino sia Joyello che non ama della musica così fantastica
2)Risparmio il fastidio di sentire le vostre lamentele, vi rimando a dei link dai quali potrete scaricare gli album in modo che possiate giudicare da soli quanta ragione io abbia.
L’importante è che mentre pigiate sul pulsante del download, vi ricordiate di essere dei criminali, ladri e peccatori.
"Sono molto emozionato dal fatto di aver cantato insieme a Mina e sono ancora più emozionato dal fatto che abbia accolto questo brano con grande passione (…). Era il 1997 quando con il gruppo facemmo Dentro Marilyn. Mina volle sentire il disco e si innamorò di quel brano, al punto di chiamarmi, farmi i complimenti e poi decidere di inciderne una sua versione. E’ una signora, una persona davvero di classe e questo l’ho percepito da subito, specie per il modo che ha di mettere le persone a proprio agio, senza farle sentire in difetto davanti ad una grande personalità come la sua. Negli anni siamo sempre rimasti in contatto. Capitava che ogni tanto ci si sentisse, poi l’anno scorso si è esposta sia in privato sia in pubblico per sostenerci al Festival di Sanremo ed è stata una grandissima soddisfazione, specie se penso che è da anni che cerco di scrivere una canzone per lei. continua...
La voce di Hayden Thorpe, cantante principale dei Wild Beasts, è molto peculiare. Il suo yodel, una volta tanto, non deriva da Jeff Buckley e non rimanda nemmeno a Thom E.Yorke. La sua è più che altro una straordinaria capacità di utilizzare il falsetto che forse riporta a certe vocalità degli anni 70 ma che principalmente si manifesta come qualcosa di piacevolmente singolare. continua...
Il Nastro Bianco (Michael Haneke) L'Uomo che Fissa le Capre (Grant Heslov) UP / 3D (Docter & Peterson) UP (Docter & Peterson) Ricky (François Ozon) Motel Woodstock (Ang Lee) L'artista (Cohon & Duprat) Bastardi Senza Gloria (Quentin Tarantino) District 9 (Neill Blomkamp) Basta che funzioni (Woody Allen) Una notte da Leoni (Todd Phillips) Lasciami Entrare (Tomas Alfredson) I Love Radio Rock (Richard Curtis) Fuori Menù (Nacho G. Velilla) Questione di Cuore (Francesca Archibugi) Ponyo Sulla Scogliera (Hayao Miyazaki)
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