Etichetta: Vagrant Records Voto: 7/10 In Souljacker (2001), album imprescindibile per la discografia degli Eels, c’era una canzone chiamata Dog Faced Boy che pare sia stata l’ispirazione per questo Hombre Lobo. Questo Lupo Mannaro, infatti, racconta le gesta di quel Ragazzo con la Faccia di Cane con la consapevolezza della maturità. Non è difficile immaginare che nelle storie raccontate da E (al secolo Mark Oliver Everett) ci sia parecchia autobiografia -basta vedere l’immagine in copertina, che raffigura E barbuto come uno ZZ Top- con la consueta straordinaria dote di sintesi e fantasia. Le storie raccontate in questo nuovo disco, parlano di amori strazianti, di immaginari di provincia e di sapori decisi. [...] Musicalmente non c’è nulla di particolarmente innovativo. Gli Eels non fanno mai capolavori ma certezze. Ed anche stavolta c’è del blues (Tremendous Dinamite, Prizefighter), del rockabilly (Lilac Breeze), un po’ di C&W (My Timing Is Off) in mezzo ad alcune magnifiche ballate struggenti, di quelle che solo loro sanno mettere in piedi così bene. Su tutte segnalo The Longing che è un brano doloroso e dannato, lo strazio di un uomo ferito nel cuore e dissanguato dal dolore. Chi conosce E, sa benissimo che nelle sue canzoni ad emergere è soprattutto il lato oscuro. E Hombre Lobo non fa eccezione. Sia pure con qualche sprazzo di serenità qui e là, le storie raccontate dagli Eels, hanno il retrogusto un po’ luciferino di chi è stanco di lottare o di soffrire. Dal precedente album (Blinking Lights and Other Revelations) sono passati ben quattro anni, ma il buon Mark Oliver non se n’è stato con le mani in mano. E’ stato in tour praticamente ininterrottamente (producendo anche un bellissimo album dal vivo con un quartetto d’archi), ha pubblicato due antologie tra best-of e rarità ed ha trovato il tempo di scrivere una manciata di canzoni nuove per poi consegnarci le 12 di questo disco nuovo. Chi lo ama sa che non è il caso di perdersi nemmeno una nota delle sue e che se si ha difficoltà con il listening dall’inglese, è il caso di procurarsi una copia dei testi, parte fondamentale dell’opera. Mr.E racconta storie, e in sottofondo suona anche un po’ la chitarra. E, ovviamente, fa benissimo entrambe le cose. |