Poi alla fine Roger ha cantato. Ma ce la siamo vista brutta Eravamo pronti dal pomeriggio; ma che dico? Eravamo pronti da un mese o duetanto era il tempo trascorso dal momento in cui abbiamo acquistato i biglietti a quello in cui siamo entrati allArena ieri sera ed eravamo tutti lì, contenti. Due tre generazioni tutte assieme. Da quelli che avevano 18 anni quando uscì My Generation a quelli che invece li compiranno la prossima settimana.
Io (e molti con me) sono andato perché Beh, perché The Who mi piacciono e non li ho mai visti dal vivo. Poco importa se John e Keith non ci sono più. Sono sicuro che, pur sentendo la mancanza della storica ritmica, Roger e Pete saranno più che sufficienti.
Speriamo che il tempo tenga, si diceva fuori dallanfiteatro mentre si faceva due chiacchiere Era tutto il giorno che il cielo non prometteva nulla di buono ma quando finalmente il concerto è iniziato, avevo immaginato che giustizia si sarebbe compiuta e che la pioggia ci avrebbe graziati.
I Cant Explane, The Seeker, Substitute, Fragments, Who Are You e poi un nubifragio. La band si ritira nei camerini. Il pubblico, quello che ci sta, si rifugia negli arcovoli. Tutti gli altri rimangono al loro posto, riparandosi alla meno peggio sotto a ombrelli, impermeabili di cellophane e giornali. Piove talmente tanto che ripararsi completamente è impossibile. Anche il cielo ha voluto fare la sua parte, regalando allo spettacolo alcuni effetti speciali affascinanti quanto sgradevoli. Piove e non smette Dopo quaranta minuti piove un po meno. Dal palco si vedono grandi spiegamenti di forze per cercare di rimettere in sesto il set. Ripuliscono e asciugano il palco da ettolitri dacqua. Decine e decine di addetti al servizio dordine si prodigano affinché lo show possa riprendere. Qualche test acustico, un giro di white noise su ogni monitor e poi una voce fuori campo annuncia che in circa dieci minuti sarebbero stati in grado di ricominciare il concerto. Ed è così. Nonostante la pioggia abbia nel frattempo ripreso a scendere un po più copiosa, The Who sono sul palco. Attaccano con Behind Blue Eyes ma prima ancora di arrivare al ritornelloRoger si ferma. La sua voce è andata. Lumidità ha fatto un danno irreparabile. Almeno per quella sera. Sarrabbia, si demoralizza e dopo aver interrotto la band, si scusa e se ne va dietro le quinte.
Qualche secondo di panico poi lo sconforto: anche il resto del gruppo appoggia gli strumenti ed esce di scena.
Sarà Pete Townshend a uscire, qualche minuto dopo, per spiegarci che il problema di Roger Daltrey era davvero serio. La sua voce era drammaticamente compromessa. Lo show non può continuare.
La reazione del pubblico era di dispiacere. Un dispiacere talmente sentito che deve essere arrivato a Townshend nella maniera giusta. Quei fischi, quel brusio significava: Dài, che ci frega? Siamo venuti a sentirvi da Bari, da Roma, da Catania e da Genova che vuoi che ci importi se non canti bene come potresti fare? Abbiamo aspettato sotto la pioggia per più di unora, siamo fradici, stanchi, forse domani saremo malati ma a lavorare ci andremo lo stesso Proseguite con lo show. E così Pete ci ha chiesto di aspettare. Avrebbe cercato di convincere Roger a tornare sul palco.
Cè riuscito in circa dieci minuti. Erano ormai le 23.30 quando la band è tornata a suonare. Roger ha chiesto scusa in anticipo e ci ha pregati di dargli una mano. La sua voce, davvero, era ai minimi storici. Il compagno Pete gli ha dato manforte quando era il caso (The Kids are Allright lha cantata lui, dallinizio alla fine) e con molte difficoltà hanno portato a termine un concerto che rimarrà sicuramente tra quelli che ricorderò per molto tempo.
Certo, avremmo preferito tutti avere Daltrey più in forma ma, vi dirò, lo sforzo (evidente) fatto per portare a termine il concerto di ieri sera è sembrato uno dei più bei regali che potesse farci. Baba ORiley, Pinball Wizard, Magic Bus, My Generation, tutte in uno scenario umidiccio e liberatorio, sanno ancora regalare momenti di grande musica. Talmente da oscurare completamente le pallide apparizioni in scaletta dei brani dellultimo Endless Wire.
Bella ed essenziale la grafica dei maxischermi (a volte un po troppo autoreferenziale ma ai monumenti si può perdonare) e grandiosa la band di supporto che, nella gran bagarre della serata non è stata nemmeno presentata come avrebbe meritato. Alla batteria Zak Starkey, al basso Pino Palladino, alle tastiereJohn 'Rabbit' Bundrick e alla chitarra Simon Townshend. Bravi tutti.
Intorno alluna lArena si svuotava, a casa, mentre mettevo a stendere i jeans inzuppati, canticchiavo And don't look past my shoulder The exodus is here. The happy ones are near, Let's get together before we get much older
Mercoledi, 13-06-2007
Lunedi ho assistito al concerto degli Who, allArena di Verona.
Se retoricamente mi venisse chiesto:Come e andato il concerto?, ed io rispondessi con la rigida successione degli eventi, descriverei un disastro.
In realta ho assistito , forse, al miglior concerto a cui ho partecipato.
La mia affermazione ha bisogno di un po di preparazione , ed e comunque rivolta a chi, come me ,valuta al di la dei tecnicismi esasperati che certi miti sono in grado di fornire sul palco.
Ho iniziato a pensare a questo evento molti mesi fa, prima ancora che i biglietti fossero in vendita.
Lo idealizzavo come forte sollecitazione di memoria e cuore.
Non avevo ancora 10 anni , quando dal registratore a bobine dei miei genitori comparve , tra le altre cose, Substitute.
A quelleta iniziavano i miei primi pruriti musicali e gli Who, cosi come molti altri gruppi, non mi hanno piu abbandonato, avvolgendo la mia immaginazione con musiche e drammi variegati.
Questa condizione mi ha spinto a comprare 2 biglietti nei migliori posti possibili, allapertura delle vendite on line.
Due biglietti senza sapere se a distanza di mesi sarei riuscito a spostarmi, due biglietti senza sapere a chi fosse destinato il secondo, ma con la speranza della partecipazione di un familiare, per poter condividere lesperienza.
Per una serie di circostanze , alla fine ho chiesto a mio figlio che ha quasi 10 anni ..la storia si ripete.
Lui sa gia chi era Keith Moon per colpa mia, e dopo aver visto alcuni filmati lo ha soprannominato il batterista pazzo.
Comunque accetta di seguirmi, anche se ho la sensazione che voglia farmi un favore.
Poco importa, penso, sapra rivalutare col tempo questa esperienza, qualunque cosa accada.
Arriviamo a Verona col sole e ci avviciniamo al luogo dellevento per sentire latmosfera.
Appena possibile entriamo , e sono forse le 20.
Mentre un trio di rocchettari americani si esibisce, mi guardo attorno e lemozione sale.
Non vedo nessun altro bimbo in giro e faccio notare al mio piccolo quanto sia fortunato.
Chissa se condivide.
Il cielo rumoreggia , ma sembra ancora sereno e alle 21 .15 The Who
iniziano.
Le prime gocce arrivano con Substitute e siamo solo al secondo pezzo.
Ci copriamo , ombrelli e k-way, immaginando che il problema sia solo nostro e che il palco coperto assicuri la protezione adeguata, ma non e cosi, ed il vento completa lopera , ed anche lo stato di sicurezza viene a mancare.
Alla quinta canzone i riflettori si spengono e Pete si congeda dicendo qualcosa del tipo:Di solito siete voi a bagnarvi e non io!!!.
Ed e il diluvio.
Ripariamo tutti nei meandri dellArena , delusi e quasi certi della sospensione.
Cerco le parole per giustificarmi davanti mio figlio , ma non servono, lui si sta divertendo lo stesso.
Dopo forse un ora , i movimenti nei cunicoli fanno capire che si rientra.
La maggior parte del pubblico e rimasta sulle gradinate , in speranzosa attesa.
Qualcuno dal palco ci dice che lo spettacolo riprendera, mentre si asciugano strumenti e pavimento.
Un sospiro di sollievo.
E loro rientrano e ripartono le immagini di sottofondo, quelle proiezioni che purtroppo non ho potuto godere appieno per mancanza di visibilita.
Si riparte con Behind blues eyes , ma .ecco il dramma di Roger.
La voce e sparita , nascosta dal freddo e dallacqua di questa sera maledetta.
Daltrey smette di cantare e impreca, mentre gli altri lo guardano attonito.
Non e il capriccio di un divo, ma limpossibilita di dare il meglio di se davanti al tuo pubblico, un pubblico che aspetta da 40 anni.
Si ritirano e dopo poco Pete si ripresenta sconsolato sul palco, accompagnato da uno pseudo traduttore.
Roger non ce la fa, la voce e andata via, siamo veramente dispiaciuti..
E il dramma per tutti ora.
Ma uno spiraglio si apre e Towsend ci chiede di aspettare ancora qualche minuto.
E continua a piovere.
Ormai siamo tutti in piedi e si guarda il palco come possibile, nel mio caso tra le aperture lasciate dagli ombrelli.
Rientrano sotto un coro di applausi e urla e lalchimia si compie.
La scaletta non e piu quella originale , ma si propongono i pezzi storici e Pete prende in mano il gruppo .da tutti i punti di vista.
Roger continua a scusarsi , ma non e certo da un episodio sfortunato che si traggono giudizi e la sua immagine non subisce appannamenti , anzi si fortifica.
Cantiamo tutti con lui e cerchiamo di compensare le sue carenze .
Ma chi mi impressiona e Towsend.
E fantastico dal punto di vista della ritmica, ma anche i suoi a-solo entusiasmano.
Ma la domanda e:Da dove arriva tutta quellenergia?!.
Il braccio rotea come 40 anni fa , e le sue posizioni sono uniche .
Riconoscerei la sua ombra fornita di chitarra ovunque
I pezzi si susseguono, My generation, Magic Bus, Wont Get Fooled Again, Baba ORiley, ed io realizzo che mi sto appropriando di un pezzo di storia.
E un concerto travagliato dove ho trovato tutti gli ingredienti, dove non ce stata solo musica, ma una piccola tragedia , nel posto appropriato.
E un momento in cui ho rivisto amici, solidarieta per le tragedie personali, voglia di andare avanti a qualunque costo , con migliaia di persone che spingono sul palco uomini magari schiacciati per un attimo dalla delusione.
Mi piace vederla cosi, senza pensare al businnes, senza riflettere sulle pressioni che i promoter avranno esercitato.
Su quel palco cerano dei mostri di bravura ed esperienza, uomini in difficolta, e noi che pendevamo dalle loro labbra abbiamo contribuito alla realizzazione di un grande concerto.
E io guardando il mio figlioletto stanco, dopo averlo sentito urlareuuuuu ariu uu uu, ho immaginato di passargli il testimone , anche se spero di poterlo custodire assieme a lui, ancora per un po.
Lo spettacolo finisce senza bis .
Si esce con compostezza dallArena e ci si tuffa sui banchetti di maglie contraffatte, tanto da prolungare il sogno.
E lacqua continua a cadere incessantemente .
Athos
Ciao ciao.....
si, io non ho potuto esserci.
Mi hanno raccontato le solite tue impressioni , mi hermmana e suo marito.
beh, succede.
L'hanno scorso erano andati a montecarlo ed era stato bello.
Comunque darei un buon voto al fatto che siano ri-usciti.
no?
ciao
Già, Luca, stavo leggendo!... ma... Scandalo!
Secondo Assante, in Arena c'erano molti ROCKERS!...
I MODS, dunque, si sono coltivati delle serpi in seno?
:-)
mamma mia che acqua!
un vero monsone...che peccato, era iniziata benissimo, grandi sensazioni...(io adoro L'arena).
poi però è andato storto quasi tutto.
booo!
Ieri sera durante l'acquazzone ti ho pensato. Ho sperato che a Verona potesse andare un po' meglio ma.....
Sarà poi quello che con grande probabilità toccherà a me a Glatonbury anche se là la copertuta del Pyramid Stage equivale per gli artisti a quella di un palazzetto. Che è un segno evidente di cosa potrà attendermi.
Ho letto su Rockol che lo stesso promoter Roberto De Luca è salito ad esortarvi di aspettare.
Il Nastro Bianco (Michael Haneke) L'Uomo che Fissa le Capre (Grant Heslov) UP / 3D (Docter & Peterson) UP (Docter & Peterson) Ricky (François Ozon) Motel Woodstock (Ang Lee) L'artista (Cohon & Duprat) Bastardi Senza Gloria (Quentin Tarantino) District 9 (Neill Blomkamp) Basta che funzioni (Woody Allen) Una notte da Leoni (Todd Phillips) Lasciami Entrare (Tomas Alfredson) I Love Radio Rock (Richard Curtis) Fuori Menù (Nacho G. Velilla) Questione di Cuore (Francesca Archibugi) Ponyo Sulla Scogliera (Hayao Miyazaki)
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